Informazioni amministrative
Dove finiscono, in concreto, le spese del dentista
Sapere che la detrazione è del 19% serve fino a un certo punto, se poi non sai dove va scritta la cifra. Questa è la parte pratica, quella che di solito si scopre davanti al modello o allo sportello del CAF.
Nel modello 730 è il rigo E1
Le cure odontoiatriche sono spese sanitarie, e nel modello 730 vanno nel Quadro E, rigo E1 (nel modello Redditi Persone Fisiche è il quadro RP). Si scrive l’importo intero speso nell’anno, non il 19%: la soglia di 129,11 € e il calcolo li applica chi presta l’assistenza fiscale.
Da non confondere con il rigo E2, che è un’altra cosa: riguarda le spese sostenute per familiari non a carico affetti da patologie che danno diritto all’esenzione dal ticket, ha un tetto proprio di 6.197,48 € e vale solo per le spese legate a quella patologia.
Le cure di chi hai fiscalmente a carico
Le spese sanitarie sono detraibili anche quando le sostieni per un familiare fiscalmente a carico: lo prevede l’articolo 15, comma 2, del Testo unico delle imposte sui redditi. In pratica le cure di un figlio a carico entrano nella tua dichiarazione, e si sommano alle tue nel conto della soglia dei 129,11 €.
Che cosa deve dire la fattura, e che cosa conservare
Questo punto riguarda proprio il dentista. Per l’Agenzia delle Entrate la dicitura «ciclo di cure mediche odontoiatriche» in fattura è sufficiente perché la detrazione venga riconosciuta. Se invece la descrizione della prestazione non basta, si può chiedere l’integrazione della fattura a chi l’ha emessa: è una richiesta normale, non una contestazione.
- la fattura dello studio;
- la prova del pagamento tracciabile: ricevuta del bancomat o della carta, contabile del bonifico, estratto conto;
- in alternativa alla prova separata, l’annotazione del pagamento tracciabile fatta in fattura da chi ha incassato.