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Bambini, dal primo dentino

Dentista per bambini a Cagliari: che cosa succede dal primo dentino in poi

Dott.ssa Annapaola Dessì, odontoiatra · via Arrigo Boito 32, Cagliari · Albo degli Odontoiatri di Cagliari n. 895

Se sei arrivato qui cercando un dentista per tuo figlio

Questa pagina è scritta per chi cerca, non per chi ha il dente: quasi sempre la bocca è di un bambino e la ricerca la fa un genitore. Qui trovi da quando lo studio visita i bambini, che cosa succede alla prima visita, quando si parla di sigillature, come si affronta una carie e che cosa fare nei primi minuti dopo una botta. Che cosa serva davvero a tuo figlio lo stabilisce la visita: qui trovi come ci si arriva.

Da che età lo studio visita i bambini

Nello studio Annapaola Dessì, a Cagliari, i bambini si visitano da quando spuntano i primi dentini. Non c’è un’età fissa: i primi denti da latte arrivano in momenti diversi da un bambino all’altro, e la prima visita segue i tempi di tuo figlio, non una data sul calendario. Conviene che il primo incontro avvenga presto e quando non c’è niente da curare: si conosce la bocca da sana e tuo figlio conosce lo studio senza fretta.

Un passaggio da non perdere è poi quello dei sei anni. È l’età in cui comincia il ricambio: cadono i primi incisivi da latte e, soprattutto, arrivano in fondo all’arcata i primi molari permanenti (1, 2). Da lì in avanti, per diversi anni, in bocca convivono denti da latte e denti definitivi, e le due cose vanno guardate insieme.

I denti che arrivano senza che ne cada nessuno

Il primo molare permanente spunta dietro l’ultimo dente da latte, intorno ai sei anni. Non prende il posto di nessuno: nessun dente si muove, nessun dente cade, e moltissimi genitori non si accorgono che è arrivato. Capita di scambiarlo per un dente da latte e di pensare «tanto poi cade». Non cade: è un dente definitivo, ed è il primo che tuo figlio dovrà tenersi per tutta la vita.

È anche il dente più esposto alla carie negli anni subito dopo. Le linee guida nazionali per l’età evolutiva spiegano perché, e sono tre ragioni pratiche: la superficie che mastica ha solchi spesso stretti e profondi, dove lo spazzolino non entra; il molare sta in fondo a una bocca ancora piccola; e a sei o sette anni la mano che tiene lo spazzolino non è ancora precisa (2). Quei solchi restano ad alto rischio per circa quattro anni da quando il dente è spuntato.

Come riconoscerlo, se vuoi guardare

È l’ultimo dente in fondo, in alto e in basso, da entrambi i lati. Arriva senza che sia caduto niente e per settimane resta coperto in parte dalla gengiva: è la fase in cui è più difficile pulirlo, e quella in cui si accumula di più. Se lo vedi spuntare, è il momento buono per un controllo.

La prima visita di un bambino: che cosa succede

La prima visita di un bambino serve a guardare una bocca in movimento: quali denti da latte ci sono ancora, quali permanenti sono arrivati, come stanno le gengive, se ci sono macchie o solchi da tenere d’occhio, come chiude la bocca. Serve anche a un’altra cosa, meno tecnica: far sì che la prima volta dal dentista non sia il giorno in cui qualcosa fa male.

Da questa visita esce un quadro del rischio del singolo bambino, e da quello si decidono due cose: ogni quanto rivederlo e se ha senso proteggere i molari appena arrivati. Il percorso generale della prima visita nello studio è descritto nella pagina sul primo incontro: vale anche quando in poltrona sale un bambino.

Come prepararlo, senza caricarlo

  • Non anticipare le paure
    «Non aver paura», «non ti fa male», «non piangere» sono frasi che introducono un’idea che il bambino non aveva ancora. Basta dire dove state andando e perché.
  • Non usarlo come minaccia
    «Se non ti lavi i denti ti porto dal dentista» costruisce in anticipo l’idea di una punizione.
  • Non promettere che non si farà niente
    Se poi qualcosa va fatto, la parola persa vale più della cosa fatta.
  • Portalo quando è riposato
    Un appuntamento a fine giornata, dopo la scuola e lo sport, parte in salita.
  • Racconta prima quello che sai
    Se tuo figlio ha già avuto una botta, mal di denti o brutte esperienze, dirlo prima cambia il modo in cui la visita viene condotta.

Le sigillature: che cosa sono e quando hanno senso

Sigillare un molare vuol dire riempire i solchi della superficie che mastica con un materiale fluido, che li chiude e li rende lisci: placca e residui non ci si fermano più dentro. Non si tocca il dente sano, non si toglie smalto, non serve anestesia. È una misura di prevenzione, non una cura.

Le linee guida nazionali per l’età evolutiva la indicano con la forza di raccomandazione più alta e con il livello di prova più alto: le sigillature dei solchi dei molari permanenti prevengono la carie delle superfici occlusali, cioè di quelle che masticano (2). La revisione Cochrane sull’argomento arriva alla stessa conclusione confrontando bambini e ragazzi sigillati e non sigillati (3).

Una precisazione onesta: il confronto diretto fra sigillature e vernici al fluoro non dà una risposta netta. Le prove disponibili sono di bassa certezza e non permettono di dire che una delle due sia migliore dell’altra (4). Nella pratica non sono alternative in concorrenza: si scelgono in base al rischio del bambino, e spesso convivono.

Quello che conta davvero, nella pratica

  • Prima si fa, meglio funziona
    Si sigilla appena la superficie che mastica è scoperta abbastanza da poterci lavorare sopra. Aspettare non aggiunge nulla (2).
  • L’umidità è il primo motivo di fallimento
    Se il dente non resta asciutto mentre si sigilla, il materiale non tiene. Per questo può servire la diga di gomma, o i rulli di cotone con l’assistente che li controlla (2).
  • Il materiale si sceglie sulla situazione
    Le resine hanno la tenuta migliore e sono la prima scelta. I cementi vetroionomerici tengono meno, ma si usano quando l’asciutto è difficile — per esempio un dente spuntato a metà — e in più rilasciano fluoro nel tempo (2).
  • Non è per sempre
    La tenuta si controlla ai richiami, semestrali o annuali a seconda del rischio. Se la sigillatura si è persa, in tutto o in parte, va rifatta (2).
  • Non sostituisce lo spazzolino
    Protegge i solchi, non gli spazi fra un dente e l’altro né il bordo della gengiva. Lì la differenza continuano a farla igiene e abitudini.

E sui denti da latte? Anche sui molari decidui una revisione sistematica con metanalisi trova che sigillare riduce e ferma le carie della superficie che mastica (5). Se convenga su quel dente, però, dipende da due cose insieme: quanto è alto il rischio di quel bambino e quanto manca alla caduta di quel dente.

Le carie in una bocca che sta cambiando

«Tanto sono denti da latte» è la frase che si sente più spesso. Un dente da latte cariato però fa male come gli altri, può infettarsi, e se si perde molto prima del suo tempo lo spazio che teneva libero per il dente definitivo può ridursi. Il fatto che sia destinato a cadere non lo rende ininfluente finché è lì.

Su un punto le linee guida nazionali sono nette: basta un solo dente, da latte o permanente, cariato, curato o perso per carie, perché il rischio di nuove carie sia più alto (2). Non è una condanna: è il motivo per cui, in quel caso, i controlli si accorciano invece di allungarsi.

Prima che si formi un buco c’è una fase in cui lo smalto è soltanto smineralizzato e si vede come una macchia bianca opaca. Presa in quella fase, può ancora tornare indietro (2). È una delle ragioni per cui ha senso guardare i denti anche quando non fa male niente: quando fa male, quella finestra si è già chiusa.

Che cosa cambia davvero il rischio

  • Quante volte, non quanto
    Lo zucchero fuori dai pasti è il fattore su cui le linee guida chiedono di intervenire: conta più il numero di volte al giorno in cui i denti finiscono nell’acido che la quantità totale (2).
  • Lo spazzolamento va supervisionato
    L’igiene dei bambini va fatta dal genitore, o almeno controllata, finché la manualità non è adeguata (2). A sei o sette anni, quasi sempre, non lo è ancora: il gesto c’è, la precisione no.
  • Il fluoro professionale è una misura in più
    Nei bambini a rischio medio e alto le linee guida indicano misure aggiuntive, fra cui l’applicazione professionale di fluoro (2); anche la revisione Cochrane sulle vernici al fluoro nei bambini e nei ragazzi va in questa direzione (6).
  • Il filo, quando serve
    Ha senso dove i denti si toccano fra loro, e richiede una manualità che a questa età di solito è quella di un adulto (2).

Quando la carie ha già scavato una cavità, il tessuto malato si toglie e il dente si ricostruisce. Come, dipende da quanto è profonda, da quale dente è e — se è da latte — da quanto manca alla sua caduta. Il ragionamento generale, valido anche qui, è nella pagina sulla cura delle carie.

Se è appena successo

Ha battuto un dente: che cosa fare nei primi minuti

Un dente definitivo saltato via è una delle poche vere urgenze dell’odontoiatria: quello che si fa sul posto, nei primi minuti, pesa sul risultato più di quasi tutto il resto (7). Vale la pena leggere queste righe adesso, non il giorno in cui servono.

Se il dente è definitivo ed è saltato via

  • 01 · Tieni la calma, e tienila anche a lui
    Il modo in cui reagisci decide in buona parte come reagisce tuo figlio.
  • 02 · Prendi il dente dalla corona
    La corona è la parte bianca che si vedeva in bocca. La radice non va toccata.
  • 03 · Se è sporco, sciacqualo piano
    In latte, in soluzione fisiologica o nella sua stessa saliva. Non va strofinato, spazzolato, insaponato o disinfettato.
  • 04 · Se te la senti, rimettilo subito al suo posto
    Nel punto da cui è uscito, spingendo con delicatezza. Rimetterlo lì dove siete è il trattamento migliore, e non è una cosa che deve fare per forza un dentista.
  • 05 · Fallo mordere su una garza
    O su un fazzoletto pulito, per tenere il dente fermo mentre andate.
  • 06 · Se non riesci, conservalo bagnato
    In ordine di preferenza: latte, soluzione fisiologica, la sua saliva — fagliela sputare in un bicchiere. L’acqua è un mezzo scadente, ma è comunque meglio del dente lasciato all’aria: la radice comincia a soffrire la disidratazione in pochi minuti.
  • 07 · Andate subito da un dentista, con il dente
    Il tempo passato fuori e all’asciutto è il fattore che pesa di più. Sotto l’ora si lavora in condizioni molto diverse da quelle che si trovano dopo.

Se il dente saltato via è da latte, non si rimette

Sembra il contrario del buon senso, ed è invece la raccomandazione internazionale. Rimettere a posto un dente da latte significa un intervento pesante per un bambino piccolo, il rischio di danneggiare il dente permanente che sta crescendo lì sotto e, soprattutto, il rischio che il dente venga inalato (8). Portalo comunque a farsi vedere: quello che va tenuto sotto controllo, da quel momento, è il permanente che verrà.

Se il dente è rotto, si muove o si è spostato

Non tutte le botte fanno saltare via un dente: molto più spesso il dente si scheggia, si muove, rientra o si sposta di lato. Anche in questi casi la valutazione va fatta presto, e serve a capire se è coinvolta la polpa, se c’è una frattura della radice e se l’osso attorno ha ceduto (9). Sui denti da latte molte lesioni si tengono sotto osservazione invece di essere trattate subito, proprio per non far passare al bambino più di quanto serva e per non mettere a rischio il dente che deve ancora arrivare (8).

Nei giorni dopo

La guarigione dipende molto da quanto la zona resta pulita: si pulisce con uno spazzolino morbido, senza saltare quella parte perché fa impressione, e si torna a mangiare normalmente appena possibile, evitando di ricaricare sul dente colpito. Poi si guardano i segni: gengiva gonfia, dente che si muove più di prima, una bollicina sulla gengiva. Un bambino può non lamentarsi di niente e avere comunque un’infezione in corso (8). Anche il colore del dente che cambia è frequente dopo un trauma: va segnalato e ricontrollato, non ignorato.

Se tuo figlio ha paura

Un bambino spaventato non sta facendo i capricci. E vale la pena ricordare da dove arriva, spesso, la paura del dentista di un adulto: da qualcosa successo da piccolo. È una delle ragioni per cui conviene che il primo incontro avvenga quando non c’è niente da curare, e non il giorno in cui qualcosa fa già male.

Sul tema c’è una pagina dedicata, scritta per gli adulti: la paura del dentista. Se sei tu ad avere quel ricordo, leggerla prima di accompagnarlo può servire più di quanto sembri, perché la tensione di chi accompagna si trasmette.

Dubbi frequenti

Le domande che fanno più spesso i genitori

Da che età visitate i bambini?

Da quando spuntano i primi dentini. Non c’è un’età fissa: cambia da bambino a bambino, e la prima visita segue i tempi di tuo figlio.

Ogni quanto va portato a controllo?

Dipende dal rischio del singolo bambino. Le linee guida nazionali parlano di controlli semestrali o annuali, ed è a quegli appuntamenti che si verifica anche la tenuta delle sigillature.

La sigillatura fa male?

Non si tocca il dente sano: non si toglie smalto e non serve anestesia. Il passaggio più delicato è tenere il dente asciutto per il tempo che serve.

Se sigilliamo i denti, le carie non vengono più?

No. La sigillatura protegge i solchi della superficie che mastica. Fra un dente e l’altro e lungo il bordo della gengiva la differenza continuano a farla spazzolino, filo e abitudini alimentari.

Ha rotto un dente da latte: è urgente lo stesso?

Va guardato presto anche se sembra poco. Quello che si valuta non è solo il dente colpito: è anche il permanente che sta crescendo sotto e che quella botta può avere coinvolto.

I denti storti si guardano già a questa età?

La posizione dei denti si osserva a ogni controllo, perché è l’età in cui cambia di più. Se e quando intervenire è però una valutazione a sé: come si ragiona è spiegato nella pagina sugli allineatori trasparenti.

Devo dire qualcosa quando prenoto?

Sì: l’età, il motivo e se c’è stata una botta o un dolore. Sono le tre informazioni che cambiano quanto in fretta va guardato e come viene impostato l’appuntamento.

Come prenotare la prima visita di un bambino a Cagliari

Puoi scegliere giorno e ora dall’agenda online, oppure telefonare. Quando prenoti, dì l’età di tuo figlio e il motivo: un controllo dopo l’arrivo dei primi molari, una macchia che hai notato, un dolore, una botta. Se il motivo è una botta o un dente rotto, dillo subito e non aspettare di vedere se passa.

Prenota la prima visita

Puoi scegliere giorno e ora dall’agenda dello studio, oppure telefonare. Lo studio si trova in Via Arrigo Boito 32, 09129 Cagliari.

Le fonti di questa pagina (9)Nascondi le fonti

  1. Vandana S, et al. Global variations in eruption chronology of permanent teeth: A systematic review and meta-analysis. American Journal of Human Biology. 2024;36(8):e24060.
    PubMed
  2. Ministero della Salute. Linee guida nazionali per la promozione della salute orale e la prevenzione delle patologie orali in età evolutiva — Aggiornamento. Novembre 2013.
    Ministero della Salute
  3. Ahovuo-Saloranta A, et al. Pit and fissure sealants for preventing dental decay in permanent teeth. Cochrane Database of Systematic Reviews. 2017;7:CD001830.
    PubMed
  4. Kashbour W, et al. Pit and fissure sealants versus fluoride varnishes for preventing dental decay in the permanent teeth of children and adolescents. Cochrane Database of Systematic Reviews. 2020;11:CD003067.
    PubMed
  5. Lam PPY, et al. Effectiveness of Pit and Fissure Sealants for Preventing and Arresting Occlusal Caries in Primary Molars: A Systematic Review and Meta-Analysis. The Journal of Evidence-Based Dental Practice. 2020;20(2):101404.
    PubMed
  6. Marinho VC, et al. Fluoride varnishes for preventing dental caries in children and adolescents. Cochrane Database of Systematic Reviews. 2013;7:CD002279.
    PubMed
  7. Fouad AF, et al. International Association of Dental Traumatology guidelines for the management of traumatic dental injuries: 2. Avulsion of permanent teeth. Dental Traumatology. 2020;36(4):331-342.
    PubMed
  8. Day PF, et al. International Association of Dental Traumatology guidelines for the management of traumatic dental injuries: 3. Injuries in the primary dentition. Dental Traumatology. 2020;36(4):343-359.
    PubMed
  9. Bourguignon C, et al. International Association of Dental Traumatology guidelines for the management of traumatic dental injuries: 1. Fractures and luxations. Dental Traumatology. 2020;36(4):314-330.
    PubMed

Contenuto informativo: non sostituisce una visita né una valutazione clinica individuale e non permette di formulare un’autodiagnosi. In caso di trauma dentale rivolgiti subito a un odontoiatra o al pronto soccorso.

Contenuto rivisto dalla Dott.ssa Annapaola Dessì, odontoiatra, iscritta all’Albo degli Odontoiatri di Cagliari n. 895 — Studio Dentistico Dott.ssa Annapaola Dessì, via Arrigo Boito 32, Cagliari. Ultimo aggiornamento: 29 settembre 2026.