La domanda vera
Quando si toglie, e quando non si toglie.
«Prima o poi vanno tolti tutti» è una convinzione diffusa, e non è quello che dicono le indicazioni internazionali. La domanda non è come si estrae: è se serve.
Un dente incluso e sano di solito si tiene sotto controllo
La guida del National Institute for Health and Care Excellence britannico è netta su questo punto fin dal 2000: la rimozione preventiva dei terzi molari inclusi senza patologia va abbandonata, e l’estrazione va riservata ai casi in cui una patologia c’è. Una revisione Cochrane del 2020 ha confrontato togliere e tenere sotto osservazione i denti del giudizio inclusi, asintomatici e privi di malattia, e non ha trovato prove sufficienti per raccomandare l’estrazione di principio.
Tenere sotto controllo non vuol dire ignorare: vuol dire guardarlo ai richiami e intervenire se qualcosa cambia.
Le situazioni in cui l’estrazione è indicata
Sono le condizioni elencate nella stessa guida, tradotte in parole normali:
- Una carie che non si può più curare
Il dente del giudizio è il più difficile da pulire e da restaurare: quando la carie arriva troppo avanti, ricostruirlo non è sempre possibile. - Un’infezione della polpa o intorno alla radice
Quando il nervo è coinvolto e il trattamento non è praticabile su quel dente. - Infezioni dei tessuti attorno
Gonfiore, ascesso, infiammazione ripetuta della gengiva che copre il dente. - Riassorbimento del dente o di quello vicino
Quando il dente del giudizio sta consumando la radice del secondo molare. - Fratture del dente
Un dente del giudizio rotto raramente si recupera. - Cisti o formazioni attorno al dente incluso
È la ragione per cui un dente che non dà sintomi va comunque guardato ogni tanto.
Fuori da queste situazioni, la scelta si discute caso per caso: contano la posizione del dente, quanto è difficile pulirlo, quante volte ha già dato problemi e che cosa mostrano le radiografie.
«Fa male, quindi va tolto»: non sempre è quel dente
Il dolore in fondo all’arcata può venire dal dente del giudizio, ma anche dal secondo molare accanto, dalla gengiva che lo copre, o dall’articolazione della mandibola. Prima di decidere l’estrazione serve capire da dove viene: togliere il dente sbagliato lascia il problema dov’era. Se il dolore è forte o il gonfiore è in corso, però, la valutazione non va rimandata.
Il passo successivo
Se un dente del giudizio dà problemi
Non tutti i denti del giudizio vanno tolti, e non tutti quelli che danno fastidio sono il vero problema. La valutazione serve a distinguere le due cose prima di decidere.
